Holly Red

Looking for a special item to celebrate the beauty of Winter and Yule’s magic?

Holly Red is the accessory for you!

Holly Red is a lovely triangular scarf, with an easy construction and a great combo of stitches that gives it a unique look.

Make it as a gift for someone special, or for yourself: I’m sure it’ll keep you warm and happy throughout the Winter!

Holly Red will be free till December 7, 2017 at 23:59 GMT+1 with coupon code ToBeHolly. Enjoy!

State cercando un accessorio speciale con cui celebrare la bellezza dell’inverno e la magia di Yule?

Holly Red è quello che vi ci vuole!

Holly Red è una graziosa sciarpa triangolare, con una costruzione semplice ed una bella combinazione di punti che le donano un aspetto unico.

Fatela per regalarla a qualcuno di speciale, oppure a voi stessi. Sono certa che vi terrà al caldo e vi renderà felici per tutto l’inverno.

Holly Red sarà gratuita fino alle 23:59 GMT+1 del 7 dicembre 2017 con il coupon ToBeHolly. Divertitevi!

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Feedback

I’m looking for feedback from my lovely followers, and I’m not ashamed to ask!

Yep: I’d like to get some feedback from you, great people who follow my ramblings and use my patterns. I’m always interested in your opinions and if I can improve, I’m ready to follow useful advice.

If you find my posts interesting, or if I ever gave you a helpful hint somehow, leave a star rating and a short review on my Facebook page: this will encourage other folks to visit the page itself and this blog.

If you enjoyed my patterns, rate ’em on Ravelry. Patterns who are rated get more considered by people looking for ideas.

I’m very grateful for the love and support shown to me by y’all, my followers! And I’ll deeply appreciate the time you’ll take to leave these quick reviews out there.

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My 15.75 mm ChiaoGoo hook with ‘Venus’ by Fish&Stich.

Sono in cerca di riscontri dai miei amati follower, e non ho vergogna a chiedere!

Ebbene sì: vorrei un po’ di feedback da voi, bella gente che segue le mie digressioni e usa i miei modelli. Sono sempre interessata a ricevere le vostre opinioni, e se posso migliorare sono pronta a seguire i consigli utili.

Se trovate i miei post interessanti, o se in qualche modo vi sono stata di aiuto in qualche momento, lasciate una valutazione in stelle e una breve recensione sulla mia pagina Facebook: questo incoraggerà altra gente a visitare la pagina in questione e il blog.

Se avete realizzato i miei modelli, valutateli su Ravelry. I modelli con più valutazioni hanno più probabilità di essere presi in considerazione da chi consulta il database in cerca di idee.

Sono molto grata per il supporto che mi dimostrate, cari follower! E apprezzerò tantissimo il tempo che dedicherete a lasciare qualche piccola valutazione.

Uncinetto tunisino: i nomi dei punti fantasia

A forza di leggere l’annosa domanda, “come si chiama questo punto?”, ho pensato di provare a dare una risposta generica.

Come abbiamo già avuto modo di vedere in passato, non esiste una nomenclatura universale per i punti dell’uncinetto tunisino, neppure in inglese. Per quanto riguarda l’inglese, almeno i punti base della tecnica sono quasi universalmente definiti con gli stessi nomi; in italiano, neanche quello.

Se poi parliamo di punti fantasia, è il caos.

Può tranquillamente capitare di trovare lo stesso punto definito in almeno due modi diversi, se non di più. L’esempio più lampante è un punto che da questa estate va molto di moda:

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Cottage Throw Pillow di Toni Lipsey

Ora. Qualcuno definisce questo punto smock stitch (letteralmente, punto grembiule/camice). Kim Guzman, di solito uno dei riferimenti internazionali per quanto riguarda l’uncinetto tunisino, lo chiama Tunisian honeycomb stitch Version 2. Mi seguite? Lo stesso identico punto, due nomi diversi.

Vogliamo aggiungere un po’ di legna al fuoco?

Smock stitch era un nome già in uso da anni per un altro punto:

Il progetto di Mary Greaney che ho usato per illustrare il punto è stato pubblicato nientemeno che nel 2008. Alla luce di questo dettaglio, la scelta di Kim Guzman di definire il “nuovo” punto Honeycomb st Version 2 appare un po’ più sensata, vero? Ma con buona pace di Kim e di chi, come me, conosceva il smock stitch “originale”, sembra che il “nuovo” si stia imponendo come smock. Bene. Non è la fine del mondo, e in fin dei conti un po’ di elasticità mentale non può certo fare male.

Questo è solo uno degli innumerevoli esempi che potrei portare, ma fermiamoci pure qui.

Il nocciolo della faccenda, su cui vorrei riflettessimo, è questo: con i punti fantasia, cerchiamo di non fossilizzarci su come si chiama il punto. Proprio come per la maglia e per l’uncinetto, anche per l’uncinetto tunisino sovente ci troviamo davanti a svariati nomi per lo stesso punto. Non importa: se stiamo seguendo un modello ben scritto (come dovremmo sempre fare), troveremo le istruzioni che ci spiegano come realizzare il punto in questione. Seguendo le istruzioni, ci ritroveremo con il nostro bel punto fantasia davanti, e a quel punto poco importerà come si chiama!

Stiamo cercando da tempo di unificare la nomenclatura dei punti più comuni, e come già accennato, siamo in alto mare. Non complichiamoci ulteriormente la vita con i punti fantasia: per quelli non c’è mai stata, in nessuna tecnica, una nomenclatura unica e universale. Cerchiamo di farci una ragione del fatto che non ci sarà mai, e andiamo avanti sereni con il nostro uncinetto.

Nota a piè pagina. Già sento una vocina: “ma se devo chiedere aiuto virtuale su come si fa il punto che non capisco, come faccio a spiegare agli altri di che cosa accidenti sto parlando?”.  Niente di più semplice: basta includere nella domanda una foto del vostro work in progress, e se avete scaricato le istruzioni via web, un link alla pagina del progetto originale. Et voilà. Silenzio, vocina. Pensa ad uncinettare.

Tunisian crochet: how do you learn it? – Uncinetto tunisino: come imparare?

Would you like to learn Tunisian crochet but don’t know where to start? Here are some tips!

Many would like to approach Tunisian crochet, but have no idea where to start from; since I went through the very same struggle a few years back, I feel like I can share some tips, hoping to be of help.

How can I learn Tunisian crochet?

Well, that’s a tough question. If you have the chance to learn it from a teacher, you might consider taking some lessons or following a class. But, in case no one teaches TC where you live, don’t worry: you can learn it on your own! I’m basically self-taught: my mom taught me Tunisian simple stitch, but I learnt everything else I know by myself. If I could do it, you can do it!

Ok, just… how?

YouTube is your friend: there are marvelous professionals who share their tutorials for free there, and you can learn an awful lot from them. My personal favorites are Kim Guzman, Sharon H. Silverman, KnitDenise and Veronika Hug (I don’t speak German: her tutorials are so clear you can just watch the movements and learn). These channels provide tutorials on stitches and basic techniques (increasing, decreasing, …), and Veronika also shows how to make finished items.

Then, books. There are some great books on TC out there, and I already wrote about the ones I like most (for beginnersprojects for beginners, about Dela Wilkins, about Sheryl Thies, about Sharon H. Silverman). I strongly recommend buying at least some of these, if not all of them.

Last but not least, Ravelry. Ravelry can be a wormhole when you start browsing through its endless database of patterns, but if you use the advanced search and the right filters, you can easily find what you’re looking for. There’s plenty of patterns that are ideal for beginners wanting to make practice, and among my own designs there are several items conceived for this purpose.

But I’m gonna need specific hooks!

Technically, if you just want to learn the basis, you can use a regular crochet hook (a short one). Then, if you discover that you enjoy the technique, here’s my personal advice on Tunisian crochet hooks.

So, no more excuses: full steam ahead!

Ruffled Interlude Scarf

Vi piacerebbe imparare l’uncinetto tunisino ma non sapete da che parte cominciare? Ecco qualche spunto!

A molti piacerebbe imparare l’uncinetto tunisino, ma spesso chi si avvicina per la prima volta alla tecnica non sa da che parte cominciare; dato che ho vissuto in prima persona questa situazione, ho pensato di condividere qualche consiglio, sperando di poter aiutare qualcuno.

Come faccio ad imparare l’uncinetto tunisino?

Ottima domanda. Se avete la possibilità di imparare da un insegnante, prendete in considerazione di seguire una serie di lezioni oppure di partecipare ad un workshop. La mia collega Veruska è, tra le altre cose, una stimata insegnante di uncinetto tunisino (e di uncinetto “classico”): tenete d’occhio il suo sito e la sua pagina Facebook per essere sempre aggiornati sui suoi corsi. Oppure potete prendere voi l’iniziativa, parlando di questa opzione al vostro negozio di filati di riferimento, contattando Veruska, e organizzando in prima persona.

Se non ci sono corsi vicini a voi, non avete modo di organizzare, o semplicemente siete orsi come me e non volete avere contatti sociali, non preoccupatevi: con un po’ di impegno, potete imparare per conto vostro! Io sono fondamentalmente autodidatta: mia mamma mi ha insegnato il punto tradizionale, ma il resto l’ho imparato da sola. Se ce l’ho fatta io, ce la potete fare anche voi!

Ok. E come?

YouTube è vostro amico: ci sono diverse professioniste che condividono i loro tutorial gratuiti su YouTube, e si può imparare davvero tanto da loro. Le mie preferite sono  Kim Guzman, Sharon H. Silverman, KnitDenise e Veronika Hug. Non serve conoscere l’inglese o il tedesco per usufruire dei loro video: sono talmente chiari che basta osservare i movimenti. Questi canali offrono tutorial di punti e tecniche base (aumenti, diminuzioni, …), e Veronika mostra anche come realizzare capi finiti.

Poi, i libri. Ci sono dei libri fantastici sull’uncinetto tunisino, e ho già parlato di quelli che mi piacciono di più (per i principiantiprogetti per principianti, di Dela Wilkins, di Sheryl Thies, di Sharon H. Silverman). Consiglio vivamente di acquistarne almeno alcuni, se non tutti.

Ultimo ma non meno importante, Ravelry. Si rischia di essere risucchiati da un buco nero, quando si inizia a frugare nei meandri di Ravelry e nell’infinità di modelli che contiene il database, ma utilizzando la ricerca avanzata e i filtri giusti si riesce a trovare facilmente ciò che si cerca. Ci sono parecchi modelli ideali per i principianti che vogliono fare pratica, e tra i miei accessori ce ne sono diversi concepiti proprio per questo scopo. But I need hooks!

Ma avrò bisogno di uncinetti particolari!

Tecnicamente, solo per imparare le basi della tecnica, si può usare un uncinetto normale (corto). In seguito, se scoprite che l’uncinetto tunisino vi piace, potete fare riferimento ai miei consigli sugli strumenti.

E allora, niente più scuse: avanti tutta!

A poncho / Un poncho

It’s that time of the year: poncho time!

If you enjoy wearing ponchos, why not making a simple yet pretty one yourself? Arrows & Purls, my brand new pattern, contains instructions for an easy poncho, perfect for these Autumn days.

Arrows & Purls is 30% off till October 23, 2017 at 23:59 GMT+1 with coupon code Purl&Hook: enjoy!

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Siamo arrivati a quel momento dell’anno: l’ora del poncho!

Se vi piace indossare i poncho, perché non farvene uno? Arrows & Purls, il mio nuovo modello, contiene le istruzioni per un poncho semplice, perfetto per queste giornate autunnali.

Arrows & Purls sarà scontato del 30% fino alle 23:59 del 23 ottobre 2017 con il coupon Purl&Hook: approfittatene!

Uncinetto tunisino di Donatella Ciotti, un manuale in italiano

Nell’ormai lontano 2012 veniva pubblicato un breve manuale in italiano interamente dedicato all’uncinetto tunisino, Uncinetto tunisino di Donatella Ciotti.

Uncinetto tunisino di Donatella Ciotti è un libro breve e compatto, 64 pagine in formato 17 x 24 cm, quindi si presta ad essere trasportato agevolmente.

Uncinetto tunisino di Donatella CiottiLe prime pagine illustrano in maniera molto sintetica che cos’è l’uncinetto tunisino e con quali strumenti si lavora. A seguire, un capitolo che ci spiega le basi del lavoro. Questo capitolo unisce foto-tutorial a spiegazioni scritte abbastanza dettagliate. Il secondo capitolo è costituito da 5 pagine di foto-tutorial sulla lavorazione entrelac, accompagnato da spiegazioni scritte precise. Con il terzo capitolo incontriamo una piccola raccolta di punti, 18 in totale, tutti con grafico e spiegazioni scritte. Alcuni sono già visti, ma altri sono delle piccole perle. In ultimo, la parte finale del volume con 14 progetti. Tra gli accessori proposti, tre giacchine stile Chanel, borse, cappelli, ciabattine, cappottini per cani. L’ultima pagina contiene una tabella dei simboli utilizzati nei grafici dei punti, indispensabile per decifrarli.

Quindi è un libro che vale la pena avere?

Il punto debole del testo sono le spiegazioni dei punti fantasia e dei progetti. L’utilizzo di simboli quasi sempre diversi da quelli internazionali non facilita la consultazione dei grafici. Abbinando grafici ed istruzioni scritte alla tabella finale sono riuscita a realizzare i vari punti, però a colpo d’occhio e con solo una lettura delle istruzioni mi sono trovata in difficoltà. Sono quindi convinta che un principiante faticherebbe parecchio a raccapezzarsi. Anche le istruzioni dei progetti sono troppo sintetiche per chi non abbia già confidenza con il tunisino. Sarebbe valsa la pena approfondire di più queste parti.

Insomma, cosa ne penso di questo libro?

Soprattutto trattandosi di una delle pochissime pubblicazioni italiane sull’uncinetto tunisino, è da prendere in considerazione. L’autrice è riuscita a raccogliere in poche pagine una breve scuola della tecnica, punti e progetti. La scuola secondo me è valida per chi inizia (o per chi avesse bisogno di un ripasso), i punti sono intriganti e i progetti possono servire per fare pratica.

In conclusione, consiglio il libro con qualche cautela.

Lo consiglio a chi già “se la cava” con l’uncinetto tunisino e vuole provare punti diversi o cimentarsi con questi progetti. Sicuramente lo consiglio ai curiosi come me, desiderosi di collezionare materiale su questa tecnica. In entrambi i casi, probabilmente in questa pubblicazione troverete qualcosa di stimolante. Se però non avete mai tenuto in mano un uncinetto tunisino, la scuola può aiutarvi solo se proprio non ve la sentite di affrontare un testo in inglese.

Se cercate soltanto nuovi punti, ricordatevi che sempre in italiano è stato pubblicato da pochissimo lo stitchionary di Mani di Fata Tutti Punti Uncinetto 3 – Tunisi. Qui la parte dedicata alla scuola è meno dettagliata, però contiene ben 100 punti spiegati alla perfezione e accompagnati da grafici con i simboli internazionali.

Se invece ve la sentite di confrontarvi con l’inglese, acquistate la Tunisian Crochet Stitch Guide di Kim Guzman (ne ho parlato qui, disponibile anche in versione digitale). Potete abbinarla al suo Ultimate Beginner’s Guide to Tunisian Crochet (qui in digitale) in modo da avere anche qualche progetto. In alternativa, buttatevi su The New Tunisian Crochet di Dora Ohrenstein (qui in digitale, e di cui trovate una recensione approfondita qui), che a sua volta include scuola, punti e progetti di alto livello. Ancora, Tunisian crochet di Sharon H. Silverman (qui in digitale, e qui la recensione) insegna i punti base della tecnica e contiene progetti semplicissimi con cui fare pratica.

Per acquistare Uncinetto tunisino di Donatella Ciotti, potete seguire questo link.

Tunisian crochet: what’s in a name?

Where does Tunisian crochet (and its name) come from, exactly? Let’s examine a bit of the history of this fascinating yet mysterious technique.

Let’s start with this: in history, there’s no proof of a connection between Tunisian crochet and the country of Tunisia.

According to some, Tunisian crochet could derive from a technique which uses two long needles with a hooked point, apparently well known in Africa and Central Asia, named hooked knitting. It’s possible that, to simplify the work, this technique evolved in one which uses only one needle, as we do now.

Are there written resources who deal with Tunisian crochet?
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Tunisian crochet Victorian cape

Indeed there are! One of the first traces of this technique is a an English magazine from 1858, Belle Assemble. There we can see a cape made with a brand new stitch, named Princess Frederick William stitch.

This was presented as a new stitch, fun and easy to make. The cape’s designer used her nom de plume, Aiguilette. Once again by Aiguilette, the stitch was used in 1860 in  Ladies Home Companion magazine. There were included instructions to make your own hook; the absence of pre-made tools might indicate that the technique was really new at the time.

Scholar Richard Rutt (A History of Hand Knitting) concluded that the origin of the technique is uncertain, too. According to his studies, it appeared in England areound 1860. Rutt found it introduced as an invention by Cornelia Mee and Mary Austin. These authors called it crochet à tricoter. It’s possible, though there’s no proof in this sense, that Mee and Austin got their inspiration by Aiguilette’s Princess Frederick William stitch.

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Crossed stitch by Thérèse De Dillmont

Around the second half of XIX century, Tunisian crochet was pretty popular and had various names. Besides the ones I already mentioned, Mademoiselle Riego called it tricot écossaisThis might be the origin of another name, shepherd’s knitting. If you’re curious, here you can see a Tunisian pattern by Mademoiselle Riego from 1861, a pair of carriage boots.

Where does the definition Tunisian crochet come from?

In 1882 the term Tunisian crochet makes its appearance. In Dictionary of Needlework by Sophia F.A. Caulfeild it’s listed as a synonym of Tricot Stitch: “also known as Tunisian CrochetRailwayFool’s and Idiot Stitch“.

In Encyclopedia of Needlework by Thérèse de Dillmont (1884) it’s presented as a different kind of crochet. “Crochet work may (…) be divided into two kinds, German crochet, and Victoria or Tunisian crochet; the latter is known also under the name of tricot-crochet“.

Quite a few names for a single technique!

Well, indeed – and there are more! Here’s some other names that were used in the past: German/Russian workfool’s/idiot’s stitch, Railway stitch, Railway knitting, Tricot work, Royal Princess Knitting.

Why, among all these names, Tunisian crochet remained?

In fact, nobody knows for sure.

What we know is that during the first half of XX century Tunisian crochet started to become less and less popular. It got big again in the USA during the 60s and the 70s, as Tunisian or Afghan crochet. The simple stitch was often called Afghan stitch, probably because it was recommended for blankets – or afghans. Between these two definitions, the one that remained is Tunisian crochet, which is the name we use nowadays.

What about Tunisian crochet in Italy?

In 1922 Dillmont’s book was translated as Enciclopedia dei lavori femminili. Here, we see: “l’uncinetto tunisino è pure chiamato ‘uncinetto a maglia’ perché, come nei lavori a maglia, bisogna avviare sopra un ferro tutte le maglie di un giro”. Translation: “Tunisian crochet is also called uncinetto a maglia (approximately “knitting crochet”) because, as for knitting, you have to cast on a needle all the stitches of a row”.

This book contains 4 stitches and instructions for increasing and decreasing.

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Round pillow from Afghan-Stitch Designs, 1965

Moving forward 40 years, in a 1965 booklet named Uncinetto e Jacquard, I found three pages dedicated to punti tunisi (Tunisian stitches), with a total of 13 stitches. Here Tunisian crochet wasn’t presented as a technique, but rather as an ensemble of stitches. To make ’em, the reader should have used a different hook, “long as a knitting needle and finishing with a stopper”.

In a 1978 stitchionary by Mon Tricot880 Punti, there’s a long chapter showing more than 50 stitches of uncinetto tunisino (Tunisian crochet). This text also includes some patterns for accessories made “a punto tunisino” (in Tunisian simple stitch) even though they use many different stitches.

Nowadays, in Italy the technique is mainly known as uncinetto tunisino (Tunisian crochet), and older names are no longer used.

So, as you may have noticed, this technique’s history is rather nebulous.

Of course, besides our personal curiosity, what matters most is that we enjoy ourselves whenever we hold our long hooks. Since I’m very curious and passionate on the subject, though, if you know more about the history of Tunisian crochet don’t hesitate to contact me!

Sources:

Uncinetto tunisino in italiano?

La richiesta, da parte degli appassionati d’Italia, di modelli e istruzioni di uncinetto tunisino in italiano è sempre pressante.

Ora, miei cari lettori, questo non è il mio solito post entusiasta e contentone. Questo è quello che i miei cari anglofoni definirebbero rant. Un post brontolone (ma con consigli, perché in fin dei conti sono buona).  Vogliate perdonarmi, e se non vi piacciono i toni, passate oltre e tornate a trovarmi al prossimo articolo.

Veniamo a noi. Mi rendo conto che chi si avvicina per la prima volta ad una tecnica voglia cercare di approcciarla nella lingua con cui ha più confidenza (sovente è la lingua madre, ma non è detto). Lo capisco, davvero.

Il guaio, nel caso dell’uncinetto tunisino, è che il materiale in italiano scarseggia.

Tra i (pochissimi) testi italiani spicca il recente ed eccellente dizionario di punti Tutti Punti Uncinetto 3 – Tunisi di Mani di Fata. Qui si possono imparare 100 punti, tutti spiegati molto bene ed in modo approfondito.

Per i modelli, prendiamo ad esempio il riferimento di tutti gli appassionati di maglia e uncinetto con accesso ad internet: Ravelry. Bene, su Ravelry troviamo in italiano un misero 1% dei modelli ad uncinetto tunisino presenti sul database. L’1%. Lo scrivo per esteso: uno per cento. Un nonnulla. Un’inezia. Una fesseria. Insomma, a voi i sinonimi, il concetto è quello.

Supponendo che ci piacciano tutti i modelli attualmente proposti in italiano, una volta finiti quelli che facciamo?

Posiamo il tunisino per riprenderlo in mano solo la volta ogni tanto che un designer italiano pubblica un modello, sperando sia di nostro gusto? Aspettiamo che qualche anima pia traduca in italiano tutti gli altri modelli presenti su Ravelry?

Forse, e dico forse, non è una scelta molto sensata. Azzarderei pensare che sarebbe meglio valutare soluzioni diverse.

Ad esempio, potrebbe valere la pena trovare il coraggio di provare ad affrontare i modelli in inglese (lingua in cui si trova la maggior parte del materiale a tema). Come ci insegna Alice Twain, infatti, non è necessario conoscere a fondo una lingua per gestire le istruzioni di maglia e uncinetto scritte nella medesima. Si tratta di imparare alcuni termini essenziali e relative sigle per avere accesso ad una mole di materiale decisamente vasta ed interessante. Ne approfitto per ricordare che i nomi dei punti e le relative abbreviazioni sono in gergo tecnico: c’è poca differenza tra l’impararli in inglese, in italiano o in russo. Talvolta poi ci sono anche i simboli ad accompagnarle, e quelli ovviamente sono universali. Superato lo scoglio della lingua si potrà usufruire anche dei numerosi libri scritti dalla professioniste del settore (ne ho parlato in vari post, ad esempio qui e qui)

Vi piacciono i video tutorial? Stesso discorso: coraggio! Esplorando i canali YouTube di Kim Guzman e KnitDenise si trovano tutorial di molti punti fondamentali del tunisino (inclusi aumenti e diminuzioni). Lo stesso discorso vale per il canale di Veronika Hug, una miniera di punti e progetti. Per seguire questi video non serve conoscere l’inglese e/o il tedesco: sono talmente ben fatti che basta osservare i movimenti mostrati a video. Meglio un video in inglese fatto come si deve che uno in italiano con spiegazioni che lasciano a desiderare!

Tornando alle istruzioni scritte, la mia collega Veruska ricorda sempre che per gli irriducibili che non vogliono rinunciare ad un testo tradotto in italiano esiste una soluzione molto semplice: pagare una traduzione. Di solito il costo si aggira intorno ai 25 euro a cartella. Tali traduzioni potranno essere utilizzate solo dalla persona che le ha commissionate: non potranno essere divulgate. Se ritenete che questa sia la soluzione che fa per voi, dovrete contattare un’agenzia di traduzione ed affidarvi ai professionisti.

Una rivoluzionaria della maglia, Elizabeth Zimmermann, soleva incoraggiare i suoi lettori con un onward, avanti!

E io nel mio piccolo, da appassionata del tunisino, vi sprono allo stesso modo, dal mio personale fronte di liberazione dell’uncinetto tunisino.

Popolo dell’uncinetto tunisino: avanti!

Non fermatevi al primo ostacolo, il più banale, in fin dei conti il più semplice da superare! Questa tecnica riserva tante soddisfazioni a chi ha la pazienza di approfondirla… fatevi un regalo: datele, e datevi, una possibilità.

Avanti!

Taste of Autumn

Don’t you just love Autumn?

I adore the season, and to celebrate its beauty I uploaded an updated version of 2 of my patterns, Pumpkin Skin and November Shades.

They’re both Tunisian crochet scarves, rated easy; Pumpkin Skin is worked straight then joint, while November Shades is worked in the round (lots of fun!). They use the same stitch, but the final effect is pretty different, as you can see. Both scarves are made with Kuki by Borgo de’ Pazzi, a marvelous yarn with a peculiar composition that adds a special touch to both items.

If you purchase both patterns, you can get a nice discount using coupon AutumnROX.

Non amate l’autunno?

Io adoro questa stagione, e per celebrarne la bellezza ho pubblicato un aggiornamento di 2 miei modelli, Pumpkin SkinNovember Shades.

Sono entrambe sciarpe ad uncinetto tunisino, valutate easy; Pumpkin Skin è lavorata in piano e poi unita alle estremità, mentre November Shades è lavorata in tondo (divertentissima!). Utilizzano lo stesso punto, ma l’effetto finale è piuttosto diverso, come si può vedere dalle foto. Entrambe le sciarpe sono realizzate con Kuki di Borgo de’ Pazzi, un filato fantastico dalla composizione curiosa, che dà un tocco particolare ai progetti.

Acquistando entrambi i modelli riceverete uno sconto inserendo il coupon AutumnROX.

20% off on Neon Light

Have you seen my brand new Tunisian crochet scarf, Neon Light?

In case you missed the introductory offer, don’t worry:

Neon Light will still be 20% off till September 30th at 23:59 GMT+1 with coupon code RestlessDreams.

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Avete già visto la mia nuova sciarpa ad uncinetto tunisino, Neon Light?

Se vi siete persi l’offerta lancio, non preoccupatevi:

Neon Light sarà ancora scontata del 20% fino alle 23:59 GMT+1 del 30 settembre con il coupon RestlessDreams.