Riflessioni

Come fai a raccogliere le fila di una vecchia vita? Come fai ad andare avanti, quando nel tuo cuore cominci a capire che non si torna indietro? Ci sono cose che il tempo non può accomodare. Ferite talmente profonde… che lasciano un segno.

Nel mio ultimo post ho annunciato dei cambiamenti. Nel mentre, lo stato d’animo riflessivo ha continuato a tenermi compagnia. Sono felice della mia scelta, l’ho vissuta come una liberazione, con uno strano senso di euforia che mi ha accompagnata per diversi giorni. Mi sono ritrovata con un insolito quantitativo di energie da gestire, e mi sono gettata con gioia in alcune attività che avevo trascurato in passato.

Ho ripreso a leggere. Tanto.

L’estate scorsa ho ripreso il mio percorso personale di crescita e ricerca, ritrovando, lungo la via, una persona che ho sempre ammirato profondamente, Laura Violet. Ho approfittato della sua gentilezza e competenza in materia per farmi consigliare alcuni libri, acquistati e poi messi un po’ da parte, perché volevo dare un’ultima chance alla faccenda della designer, che assorbiva tutto il mio tempo libero. Per fortuna i libri non vanno a male! Ora mi sto finalmente dedicando alla loro lettura, con immensa soddisfazione. La lettura in generale mi rilassa, e l’approfondire temi così importanti è davvero un nutrimento per l’intelletto. Non ringrazierò mai abbastanza Laura per la sua pazienza, e per la passione che riesce a trasmettere.

Sono andata in montagna.

Non che avessi mai smesso, ma sono tornata sui miei monti con spirito rinnovato, di riscoperta, desiderosa di avventura. Ho fatto la mia prima passeggiata con le ciastre, immediatamente seguita da una seconda. Trovarmi immersa nel bianco, nella pace e nell’immensità uniche che solo il candore della neve può donare, è stata un’esperienza meravigliosa. Ho avuto conferma del fatto che la neve è un elemento che mi appartiene, o meglio, a cui io appartengo; ho avuto la netta sensazione di rivivere un’esperienza familiare, camminando senza fatica, grazie alle ciastre, tra i fiocchi farinosi e poi su una leggera patina gelata. La prima volta, tre ore di passeggiate tra boschi di betulle e faggete, con un occhio alle mie cime preferite; la seconda volta, un po’ più in quota, all’ombra di monti magici; in entrambe le occasioni, senza preoccuparsi di che ora fosse, affidandosi solo alla luce per valutare quando tornare indietro, senza dover rientrare per dedicare ancora del tempo ai progetti, ai modelli, ai test, ai social… così sì, si assapora la libertà della montagna!

Quindi come faccio ad andare avanti, ora che so di non poter tornare indietro?

Non che non ci siano ombre, in questo momento, sia ben chiaro. Però posso dire di non avere rimpianti per le scelte che ho fatto, anzi: alcune di loro finalmente cominciano ad avere un senso. Dopo anni, ho avuto conferma del fatto che davvero tutto accade per una ragione, e se mi ci è voluto del tempo per trovare questa ragione, ben venga. Nel mentre ho fatto altro, ho imparato tanto, e ora posso affrontare il futuro con una forza ed una presenza di spirito che anni fa non avevo. Se non è una benedizione questa, davvero non so che cosa sia!

Perciò mi tengo le mie ferite, o meglio, le mie cicatrici. Non sono i segni di un fallimento, bensì di un percorso che mi ha portata lontano, più di quanto avrei immaginato. Un po’ come dei ginepri lungo il sentiero, certe esperienze hanno lasciato dei piccoli graffi, e delle cicatrici sempre più sbiadite ed insignificanti; sul momento bruciavano, ma ora, ora che sono arrivata all’obiettivo, ovvero al mio equilibrio personale, non li noto più, e non fanno più male.

Con uno strano senso di irrealtà e distacco, guardo dall’esterno ciò che mi sono lasciata alle spalle, domandandomi che cosa mai mi avesse convinta a voler fare parte di quell’improbabile circo. Evidentemente, si trattava di un’esperienza necessaria per ritrovarmi dove sono. In ogni caso, sono felice di vedere il circo che si allontana sempre di più, mentre io rimango qui, ancorata alle mie montagne, traendone forza ed ispirazione.

Tramonto verso l'alta Valle Stura

Tramonto verso l’alta Valle Stura

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